martedì, 13 febbraio 2007, ore 09:40

Domani dopo mesi torniamo in un posto che non vorrei rivedere.Per come sono fatta, quando qualcosa mi ferisce, faccio il possibile per evitare un ritorno, perchè quando sto male, so molto bene QUANTO sto male e i pensieracci che mi circolano dentro.  Dopo quella dannata sera, il postaccio ha perso ogni tipo di fascino per me, mi viene lo schifo a ripensare a quella sera e il terrore di sapere che ci torniamo....ma ho riflettuto e come ha anche detto Giostra, talvolta i fantasmi vanno combattuti, o almeno tentare di combatterli e poi chiudere definitivamente con certe fantasie non è salutare nè per me nè per lui. Spesso penso che sono disposta a tornarci solo per il timore di perderlo, ma poi penso che un fondino misero di curiosità di ritornare in quel posto esista anche in me...non lo so...non so cosa succederà, ma so che se lui si comporterà anche un briciolo come la volta scorsa, non mi sarà facile perdonarlo. Le fantasie che c'erano tra noi, la complicità che avevamo mi mancano, ma per come la vedo io, le fantasie preferisco che rimangano tali, da sfoderare in alcuni momenti, non certo farle diventare il filo conduttore della nostra relazione e per me, domani, in quel posto, ci torneremo solo per berci qualcosa, come si fa in un pub...e lui lo sa bene.
Un bacio
Bibi
trueboccoli
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categoria : ansie, angoscia
lunedì, 15 gennaio 2007, ore 15:45

continua da....

Quella prima sera saremmo andati a cena fuori, in una trattoria nel centro di Torino. Giostra aveva detto che casa sua era una foresta, menomale, altrimenti sarebbe stata dura resistere!
Arrivammo al ristorante, la cena fu piacevole, dal sapore piemontese, accompagnata da un buon vino e dalla cara presenza di Giostra. Parlammo di vari argomenti, del suo lavoro, del mio, delle mie radici....
Alla fine della cena, Giostra si offrì di riaccompagnarmi a casa. Arrivati nel mio isolato, mi piangeva il cuore all'idea di salutarlo senza aver la certezza che l'avrei presto rivisto. Gli chiesi, sorprendendomi della mia faccia tosta, se gli andava di fermarsi un po' nel parco vicino casa mia, magari in un posto tranquillo (traduzione: ti va di metterci in un posto un po' appartato?). Grazie al cielo non rifiutò. Trovammo un posto abbastanza tranquillo, vicino ad altre poche macchine. Cominciammo con il baciarci, sempre più intesamente, i nostri respiri si fecero più forti, più pesanti e si sa l' effetto di un respiro quasi affannato vicino all'orecchio!
Io nelle precedenti storie, solitamente restavo più passiva, quella sera furono le mie mani a scendere nei suoi pantaloni, a sentire il gonfiore, a voler vedere al di là degli slip e così fu. La passione era troppa per fermarci lì, dovevamo almeno sentire i nostri punti caldi. Mi feci aiutare a sbottonare i suoi pantaloni e nella fioca luce serale, vidi il suo sesso, un bel sesso, duro, caldo,spesso e pulsante, con le vene gonfie che pompavano il sangue su, fino al glande rosso e spugnoso. Iniziai a masturbarlo, prima piano, poi più velocemente, ero così eccitata che non ci pensai due volte a voler scoprire anche che sapore avesse. presi in bocca il suo sesso, mai mi era capitato prima d'allora di comportarmi così, al primo incontro, fatto sta che eravamo lì, a toccarci eccitati, poi il culmine del suo piacere a inondarmi e la condivisione del suo seme.

Questo fu il nostro primo incontro, ed è bello quando ne riparliamo e distanza di mesi, amo con il cuore la nostra storia e ora che Giostra ha iniziato il nuovo lavoro, ho seriamente paura che lo stress di stare in un posto dove non si trova bene, possa in qualche modo cambiarci. Io spero di essere un appoggio per lui in questo momento e spero di essere in grado di dargli il mio sostegno e comprensione.

Un bacio a tutte, chiedo scusa per la mia poca costanza nello scrivere, ma sono fatta così. grazie per l'affetto.
Bibi


trueboccoli
giovedì, 28 dicembre 2006, ore 16:59

BUON COMPLEANNO AMORE MIO!

A TE, CHE SEI ENTRATO NELLA MIA VITA E COME UNA DOLCE FIAMMA HAI  ACCESO I MIEI GIORNI,

A TE, CHE HAI VOLUTO DARMI FIDUCIA, SAPENDO DI ME POCO E NIENTE,

A TE, CHE MI HAI RIEMPITO DI GIOIA IL CUORE E DI SORRISI GLI OCCHI

A TE,  AMORE MIO VOGLIO DEDICARE UN AUGURIO SPECIALE PER QUESTO GIORNO,

QUESTO GIORNO CHE TI VEDE PIU'  GRANDE, CHE TI VEDE PIU'UOMO, NEL NOSTRO AMOREVOLE E DURO PRESENTE,

LOTTEREMO INSIEME AFFINCHE' IL NOSTRO FUTURO CI RISPECCHI,

E CONSERVEREMO SEMPRE UN PIZZICO DI FANCIULLINO NEL NOSTRO SPIRITO,

PERCHE'  CI SIA DI TANTO IN TANTO UN TOCCO DI MAGIA E STUPORE IN QUESTO MONDO.

QUEL CHE SARA' DI NOI,  LO SCRIVEREMO,

MA OGGI POSSO DIRTI

BUON COMPLEANNO AMORE MIO!

BIBI

 

 

 

 

 

trueboccoli
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categoria : giostra
giovedì, 07 dicembre 2006, ore 07:45

Quando finalmente l'aula si svuotò quasi del tutto, mi avvicinai alla cattedra. Fu solo lì che notai un briciolo di imbarazzo nel volto di Giostra. La prima cosa che notai furono le sue mani, enormi, poi mi concentrai sul suo viso, giovane dentro quell'abito maturo. Mi presentai benchè già sapesse già chi ero. Poche parole, essenziali, di conoscenza e lasciammo l'aula.
Quel giorno pioveva forte, fortissimo, il cielo aveva dei colori strani, belli tra l'indaco e il blu oltremare.
Mi sentivo tremendamente impacciata e so molto bene come la mia andatura cambi quando sono in una situazione d'imbarazzo, inizio ad ondeggiare e a camminare con le punte.
Raggiunta finalmente la macchina il mio disagio si era affievolito, ero più tranquilla, poi a un certo punto la sua mano sul mio ginocchio, tornò l'imbarazzo. Non riuscivo ad essere morbida nei movimenti, tanto che nell'accennare una robotica carezza, lui tolse la sua mano, dicendo "si vede che non ti fa piacere" o qualcosa del genere.
trueboccoli
giovedì, 30 novembre 2006, ore 17:47

L'aula era piuttosto grande, forse era un'iilusione ottica creata dal fatto che gli allievi non erano molti. Entrai rapidamente, quasi cercassi di non farmi notare, sguardo furtivo a Giostra e corsi a prendere posto.
Nei primi minuti cercavo di non fissarlo, temevo di incontrare i suoi occhi e per cercare di integrarmi mi avvicinai al mio compagno di banco e lanciai un'occhiata al suo foglio pieno di strani geroglifici e numeri disordinati, ma che diavolo di materia era quella??? Tirai fuori il libro di poesie di Pessoa (un buon libro aiuta sempre!!!) che avevo scelto da leggere strada facendo, per calmarmi e iniziai a leggere, mi venne l'ispirazione per una poesia e mentre la scrivevo, il mio vicino mi passò il foglio delle presenze, ah ah, cerdeva stessi prendendo appunti!!!!! Molto educatamente gli dissi di non seguire il corso.
Intanto il vocione di Giostra continuava a partorire numeri, formule, ora lo guardavo, avevo trovato il coraggio per farlo. Lo vedevo scrivere e cancellare lavagne, sporcarsi di gesso, girarsi, rigirarsi, il tutto come un'arte marziale, una vigorosa danza e quelle immagini avevano per me, un non so che di erotico, di stuzzicante e devo emmettere, che spesso il mio sguardo cadeva sull'area genitali. Sì, quel giorno indossava dei pantaloni appena attillati che valorizzavano sul serio la sua dote.
Ricordo l'emozione di incrociare i suoi occhi per brevi istanti, anche se lui non pareva per niente imbarazzato, aveva quell'aria sicura, forse qualche abbassamento del timbro di voce di tanto in tanto, ma continuava la sua lezione come se nulla fosse. I minuti passavano in fretta, troppo per i miei gusti e l'ansia si era riappropriata di me, quando a un certo punto la lezione finì, gli allievi si alzarono, raccolsero le proprie cose e si avvicinarono alla porta. Io invece rimasi seduta ad aspettare.
trueboccoli
martedì, 28 novembre 2006, ore 16:36

Mille ansie durante i preparativi. Cosa mi metto? Come mi comporto? Alla fine optai per un look per niente vistoso, semplice, come mi vesto(vestivo?) solitamente, con toni scuri e una linea di eye liner....e via!
Arrivata vicino all'Università iniziai ad avvertire i crampi allo stomaco, ero davvero troppo nervosa, era il primo appuntamento al buio (o forse il secondo?Non ricordo) e stavo per incontrare un estraneo, non sapevo se mi sarebbe piaciuto, se mi avrebbe apprezzata....e poi, se non mi fosse piaciuto, che potevo fare? Scappare?Scappare prima della fine della lezione? Bè, per saperlo dovevo comunque entrare e la tentazione di tornare indietro, senza neanche vederlo, era forte.

L'unica informazione che mi era stata data era il numero dell'aula: m5....
Entrando e vedendo i lunghi corridoi dell'Università mi era venuto un senso di smarrimento, non riuscivo a trovare l'aula, finchè non vidi in lontananza la signora delle pulizie...mi avvicino e molto imbarazzata le dico : "Vogliate scusarmi signora, cerco la stanza m5, potreste per cortesia aiutarmi?" Coooooooosa? Mi ero rivolta alla signora dandole del "Voi", mai mi era capitato in vita mia!
Ancora più imbarazzata, ringrazio e continuo la ricerca.

Attraversato l'ultimo corridoi inizio a sentire una voce familiare, quella voce che avevo sentito al telefono più di una volta, non c'era dubbio, era la Sua voce!
Ok, ora ero davanti all'aula. Dovevo solo entrare e basta! Certo! Se non fossi stata così agitata.
Prima di varcare la soglia (ero già in ritardo di circa venti minuti), passarono altri 10 minuti almeno, iniziai a fare avanti e indietro per il corridoio, andai in bagno un paio di volte, presi una bibita alla macchinetta (forse un caffè o un the), mi misi a sedere, mi rialzai per tornare a sedermi di nuovo....un disastro!
Finalmente raccolsi il coraggio ed entrai...
trueboccoli
lunedì, 27 novembre 2006, ore 18:25

Se tutto questo oggi esiste, se io sono Bibi, se sono innamorata di Giostra è grazie a Splinder, in un certo senso.
La prima volta che entrai in contatto con Giostra è stato a metà marzo 2006, quando decisi di aprire un blog.L'idea del blog circolava nella mia mente già da qualche mese. In realtà cercavo un modo per scriver le mie riflessioni, da far leggere ad estranei, ma anche ai pochi che conoscevano il mio blog.

Durante il fiorito e gioioso periodo olimpionico (Olimpiadi di Torino 2006), qui a Torino si usava uscire quasi tutte le sere, per respirare quella fantastica atmosfera di olimpiadi e di internazionalità. Una sera ero uscita con alcune mie amiche per andare a visitare le case delle varie Nazioni partecipanti e per finire all' Olimpic Store. Arrivate là, incontrai un mio vecchio amico che lavora come Web Designer. lo saluto e gli chiedo consigli su come e dove aprire un blog. Mi dice Splinder. mi dice che è semplice e divertente. Gli do fiducia e circa tre settimane dopo apro il mio primo blog.

Era curioso leggere i vari blog, inizialmente passavo ore su splinder, finchè un giorno, verso metà marzo conobbi Giostra.
Ora non ricordo bene se fui io a "trovarlo" o viceversa, proprio non me lo ricordo, fatto sta che cominciammo anche a chiachierare in chat.
Leggendo il suo Blog, La sua Dolce Forza, mi venivano i nervi, lo trovavo terribilmente montato e superficiale, frivolo e irraggiungibile.
Leggevo del suo rapporto con le donne, del sua testa porca, delle sue fantasie spinte, il suo amore per le scarpe, le borse, le donne ben vestite....e tutto questo proprio mi dava sui nervi. Non lo so perchè mi attirasse tanto, così diverso da me, ma un giorno la voglia di conoscerlo diventò sempre più forte, più che altro per vedere se era così anche fuori dal virtuale, per vedere la faccia di questo "Giostraio".

Il 20 Aprile ci incontrammo. Avevamo deciso di incontrarci a lezione, in uno dei corsi che teneva all'Università. Fu un incontro davvero curioso, ero piena di ansie e insicurezze, ma poi........

descrizione di Giostra
trueboccoli
lunedì, 27 novembre 2006, ore 13:29

A volte capita che si ha il desiderio di avere uno  spazio personale dove raccogliere i propri pensieri, i propri vissuti. Capita di voler condividere con pochi amici le rogne quotidiane, i dolori che ci portiamo dentro, ma anche la gioia di questa bellissima ma tortuosa avventura che si chiama AMARE.
trueboccoli
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categoria : sentimenti